- Venerdì
19 settembre si inaugura presso gli spazi di Su
Palatu 'e sas Iscolas a Villanova Monteleone, la mostra
“Beat
Generation”
del fotografo Giuseppe Ungari.
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Con questo
lavoro fotografico, a metà strada tra documento storico e suggestione
emotiva, Giuseppe Ungari racconta un incontro mitico tenutosi a Cagliari
nel 1999.
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L’occasione era il Festival Internazionale delle arti poetiche
Poiesis-Poesia, un appuntamento
inedito che ha celebrato i miti della Beat Generation ponendo l’accento
sull’incontro tra la poesia e la musica.
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“È un’occasione unica e
straordinaria, - sottolinea la storica dell’arte Rita Ladogana nella
presentazione al catalogo - della quale Giuseppe Ungari ci offre un
personalissimo ed entusiasmante racconto.
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Lo scatto fissa istanti carichi
di suggestioni emotive: sono le espressioni più vere, più intense e più
caratterizzanti dei protagonisti, colti per lo più nei momenti di
maggiore intensità comunicativa.
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La luce è rivelazione: con i suoi
bagliori e il suo adombramento fa risaltare i volti dalla profonda oscurità
dello sfondo. Le potenzialità espressive dei contrasti luminosi e formali
sono spinte al massimo grado di tensione.
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Il bianco e nero e la ricerca
costante, quasi ossessiva, della relazione tra luce e ombra, costituiscono
i termini del linguaggio con cui il fotografo si esprime: è un gioco
continuo in cui si esaltano vicendevolmente i pieni e i vuoti che danno
vita all’immagine.
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“Frammenti pulsanti di vita quelli che l’artista
insegue e cattura con il suo obbiettivo. Nelle rughe che segnano il volto
di Jack Hirschman, nella tensione delle corde vocali di Janine Pommy Vega,
nella vitalità dei sorrisi di John Giorno e, ancora, nell’intensità
dello sguardo di Anne Waldman durante la sua performance musicale, rivive
lo spirito che ha animato un’intera generazione di giovani
“disperati” che, negli anni difficili dell’America del secondo
dopoguerra, ha rifiutato e disprezzato i sistemi morali precostituiti
senza smettere mai di credere nella vita e nel sogno di poter risolvere le
contraddizioni del mondo con una rigorosa non violenza.
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“Tutti quelli
che avevano avuto speranze finirono beat”, dice Allen Ginsberg, e la
speranza è ancora nella forza dei gesti che accompagnano le parole, dando
ad esse maggior vigore.
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Ogni parola si trasforma in un immagine: Giuseppe
Ungari dà vita a un susseguirsi di parole recitate dal cuore ancora
pulsante dei protagonisti della Beat, che negli anni non hanno perso la
loro carica innovativa e rivoluzionaria”. Negli spazi espostivi sono visibili 16 immagini stampate in un fine
bianconero. Per l'occasione è stato prodotto un piccolo catalogo co-edito
dalla Soter editrice e dalla Composita mentre il testo critico di
accompagnamento è stato curato dalla storica dell’arte Rita Ladogana.
- Il progetto per la veste grafica è stato realizzato dal grafico Francesco
Sogos. L’inaugurazione
è prevista per le ore 18,30.
La mostra potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 16.30 alle ore
20.30, e rimarrà aperta sino al 5 ottobre.
- L’ingresso è gratuito.
- Giuseppe Ungari
è nato a Cagliari dove vive e lavora.
- è
autore di numerosi reportages che sviluppano tematiche antropologiche e
culturali.
- Per informazioni: Calarinas psc tel e fax
079 960400 e-mail:calarinas@tiscali.it
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